Complicarci la vita fa parte della lunga lista di innate abilità che ci differenziano dagli animali.
Abbiamo già visto
qui che il nostro cervello ha il vizietto di metterci i bastoni fra le ruote al momento del parto. Oggi guardiamo alla gravidanza, che anche quella possiamo godercela un pochino di più, con grandi benefici sia per noi che per il nostro parto, e quindi naturalmente per il nostro bambino.
1) Guardare il calendario.
Nessun medico al mondo può dirci in che giorno spunterà il primo dente a nostro figlio o quando inizierà a camminare. Chi pensa di poter dire quando una donna entrerà in travaglio farebbe meglio ad occuparsi dei numeri del lotto. (cit)
Guardiamo alla nostra pancia per quello che è: un meraviglioso contenitore di vita che sta facendo un lavoro pazzesco. Può metterci
normalmente tra le 37 e le 42 settimane: 40 è pura convenzione.
A chi ci chiede quando abbiamo il "termine", come se fossimo una scatoletta di formaggio in scadenza rispondiamo semplicemente: "Quest'estate, tra luglio e agosto", o "Verso Natale". Rispondiamolo soprattutto a noi stesse: usciamo dalla mentalità dell'appuntamento e della deadline incombente e risparmiamoci lo stress di pensare che nostro figlio possa davvero essere in anticipo o in ritardo.
Concedersi di accettare di pensare a un periodo anziché a una data non solo ci toglie rigidità mentale, che è sempre un fardello inutile da portare, ma può contribuire a guardare con più oggettività all'induzione. E lo approfondiremo presto.
La data presunta del parto, è, appunto
presunta.