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Friday, 3 April 2015

Quei primi giorni di gravidanza

Anche un viaggio di mille miglia comincia con un passo. (Laozi)


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Ce la ricordiamo benissimo quella sensazione di rivoluzione silenziosa che ha seguito l'esito del primo test di gravidanza positivo.

Sono incinta.

C'è un piccolo esserino dentro di me.

Diventerò mamma.

Io!

Io. Diventerò. Mamma.

Mio marito... non mi sono ancora abituata a chiamarlo così, e già ci sarà chi lo chiama papà.

Papà.

Lui sarà papà.

Noi saremo una famiglia.

Io sarò mamma...cioè sono già mamma. Di questo cosino....

*

Silenzio

*

Oddio! E adesso cosa faccio??

Monday, 30 March 2015

CERVELLI IN SALA PARTO (E ALTROVE) , Pt.2: LA NEOCORTECCIA

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Molto utile sul posto di lavoro, il giorno del parto la parte logica del nostro cervello è un po' una palla al piede. Come per tutte le palle al piede, il segreto sta nel riuscire a farla muovere senza farsi male. Per fare questo, dobbiamo imparare a conoscerla almeno un po'.

La neocorteccia è lo strato più esterno del cervello, quello che si occupa di cose complicate come l'attenzione, la pianificazione, il linguaggio e la coscienza. È grazie a questa parte che abbiamo prodotto la Divina Commedia, abbiamo elaborato la legge della relatività e costruito il Burj Califa. Più prosaicamente, è questa la parte con cui calcoliamo le rate del mutuo.
Alla neocorteccia piace controllare e capire. Non crede nei miracoli ed è molto diffidente di tutto ciò che a un miracolo assomiglia. La neocorteccia è terrorizzata dal parto, e anche una cosa profonda e radicale come diventare madre non la fa sentire molto bene.

Friday, 27 March 2015

Ma siamo hippy o no?

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La risposta breve è no.

La risposta un po' più lunga è "siamo nani che vivono sulle spalle di giganti." Che vuol dire che, nel nostro piccolo (donde i nani), cerchiamo di usare al meglio tutta la conoscenza accumulata dagli uomini e donne venuti prima di noi (e se li mettiamo uno sopra l'altro, vengon fuori dei giganti).

La risposta intera è che ci piacciono tanto la dolcezza e la natura quanto la scienza e la logica, ma non aderiamo a nessun partito preso. Non è che, perché ci piace la natura, abbiamo partorito i nostri figli in un prato. Non è che, perché ci piace la logica, ci fermiamo a comparare la circonferenza del cranio del bimbo e quella della cervice della mamma. Non è che, perché ci piace la scienza, ci piacciono indiscriminatamente aghi e provette.
Usiamo logica e scienza per capire il mondo attorno a noi e per (cercare di) agire al meglio. Osserviamo e leggiamo libri di gente che ha indagato, controlliamo che la ricerca di cui ci serviamo sia rigorosa e -una volta che abbiamo tutti i dati- ne traiamo le conseguenze.
Visto che ci occupiamo di parto, si dà il caso che gli unici che possano fornirci dati sul parto medicalizzato siano gli ospedali. E quelli che hanno più dati sul parto non medicalizzato siano quelli che con certo snobismo alcuni chiamano figli dei fiori.
Allora noi raccogliamo i dati di qua e di là e facciamo una sintesi. Senza preconcetti.

Citando January Harshe, paladina del parto senza paura nell'ipermedicalizzata America: "Non mi importa quale tipo di parto vuoi avere: un parto in casa, un cesareo programmato, epidurale in ospedale o se vuoi partorire nel bosco accanto a un cerbiattino. Mi importa che tu abbia avuto scelta; che tu sia stata supportata nelle tue scelte e che tu venga rispettata". 
Solo conoscendo davvero tutte le opzioni, e le implicazioni di ogni opzione, possiamo davvero scegliere.
Inclinazioni politiche, religiose e di stile di vita non c'entrano.
Vogliamo solo il meglio per ogni famiglia e soprattutto per ogni cucciolo d'uomo.

Wednesday, 25 March 2015

CERVELLI IN SALA PARTO (E ALTROVE) pt. 1

Il cervello dà la vista al cuore. Il cuore dà al cervello la visione. (Kall)

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Il cervello, a differenza dell'utero, ci sembra di conoscerlo bene.
"Tutto muscoli niente cervello", "Usa il cervello!" "Anche se mi scervello, non ci capisco niente." E poi ci sono frasi come "Usa la testa!" "Testa vuota." "Testa fra le nuvole." … Ne parliamo spesso, di questo organo e del suo guscio così duro.

Di solito ci riferiamo al cervello come a quella parte di noi che si occupa di sapere le cose che ci hanno insegnato a scuola, di calcolare risultati, di risolvere problemi.
E allora cosa c'entra il cervello con il parto? Un fico secco. Tanto quanto c'entra con un'operazione d'appendicite, no? Il parto è una cosa che succede in una parte del corpo che il cervello non può controllare, giusto?

NO.

Monday, 23 March 2015

L'utero: questo sconosciuto. (Pt. 1)

Abbiamo circa 5.000 specie di mammiferi sulla Terra, 
e le donne sarebbero le uniche, fra i mammiferi, a non saper partorire? 
Ina May Gaskin

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Siamo abituati a concepire il parto come il dolore più atroce che un essere umano possa provare. E per molte troppe di noi l'esperienza ha confermato questa convinzione. Bene.
Anzi male.
Malissimo.
Se sosteniamo che un dolore insostenibile sia parte integrante della nascita dei cuccioli d'uomo, dobbiamo sostenere anche che l'utero sia l'unico organo su cui il Casuale Ammasso di Atomi che abbiamo già nominato ha toppato clamorosamente. L'unico.