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Sunday, 19 July 2015

I BAMBINI RICORDANO LA NASCITA?

Il neonato è una persona

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Fino a qualche decennio fa, si credeva (o si fingeva di credere?) che i neonati non percepissero il dolore. In caso di necessità, li si operava quindi senza anestesia. Si ignoravano i loro pianti e le loro grida di dolore - che pure sono lo stimolo al mondo con la maggiore capacità di suscitare empatia - si procedeva a tagliarli e cucirli, e ci si sentiva pure dei benefattori per averlo fatto.

Oggi tutto questo ci sembra disumano. Eppure spesso (troppo spesso!) quando si parla di parto, all'esperienza del bambino viene data poca importanza. Che siano le cosiddette femministe che reclamano il loro diritto all'epidurale e al cesareo, o che siano le cosiddette hippy che perseguono un parto naturale a tutti i costi, il parto è visto da troppe donne come una sfida che riguarda soltanto loro stesse.

Ci sono tante teorie su se e come i bambini ricordino la loro nascita. Visto che per i primi due-tre anni di vita i bimbi non possono raccontarci con parole loro quello che sentono, ricordano e sperano, ci dobbiamo fidare delle loro espressioni e dei loro comportamenti. Ma i piccoli hanno molto meno controllo di noi anche su questi, quindi studiare sistematicamente l'ipotesi che i bambini ricordino la nascita diventa molto difficile. Bisogna basarsi su aneddoti, osservazioni, supposizioni. Ognuno può farsi la propria idea su queste teorie e, almeno per il momento, non c'è un modo esatto per esculdere con certezza né la loro veridicità né la loro fallacia. Quello che è certo è che, da adulti, non ci rimangono ricordi coscienti né del parto né dei primi tre anni di vita.

Però alcune cose le sappiamo. Sappiamo che il bambino, già in utero, è un piccolo essere umano, con la sua esperienza della vita e le sue memorie. Quindi come un essere umano va trattato.

Friday, 3 April 2015

Quei primi giorni di gravidanza

Anche un viaggio di mille miglia comincia con un passo. (Laozi)


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Ce la ricordiamo benissimo quella sensazione di rivoluzione silenziosa che ha seguito l'esito del primo test di gravidanza positivo.

Sono incinta.

C'è un piccolo esserino dentro di me.

Diventerò mamma.

Io!

Io. Diventerò. Mamma.

Mio marito... non mi sono ancora abituata a chiamarlo così, e già ci sarà chi lo chiama papà.

Papà.

Lui sarà papà.

Noi saremo una famiglia.

Io sarò mamma...cioè sono già mamma. Di questo cosino....

*

Silenzio

*

Oddio! E adesso cosa faccio??

Tuesday, 17 March 2015

Cercando risposte logiche

Partiamo da lontano. Prima, molto prima, di avere un bimbo da portare a casa. Prima, molto prima di decidere se ci rispecchi/soddisfi/serva di più un parto naturale, un cesareo, un'epidurale o quant'altro. Prima di quei nove mesi con le loro meravigliose ambivalenze. Prima di quella pancia che cresce, molto nostra e un poco estranea. Prima di definirci per sempre come mamma e papà.
Prima di tutto: non c'è niente. Dentro l'utero non c'è NIENTE. Il vuoto.
E in quel niente nove mesi dopo c'è un essere umano intero. Minuscolo, certo, ma tutto INTERO.
A pensarci bene bene e visualizzarlo per davvero, quel cosino che dal nulla diventa un bimbo intero fa venire le vertigini. 
A partire da un minuscolo grumo organico il corpo di una mamma è in grado di formare una piccola manina perfetta, con tutte quelle ossa che nessuno si ricorda mai. Almeno 27, pare: 27 ossa, ognuna diversa. E le unghie, di una composizione ancora differente. E anche un naso. Ed un cervello, che ci ricordi di non infilarci le dita. 
E tutto il resto del corpo a cui quella manina servirà per allungarsi verso il mondo. 
Tutto.Il.Resto.Del.Corpo. 
Cuore, polmoni, ogni singola minuscola fibra di tessuto di organi interni, esterni e tutto ciò che li connette e fa funzionare...
Seriamente, che si scelga di riferirsi a Dio, Natura o Ammasso Casuale di Atomi (che se anche è casuale una maiuscola a sto punto se la merita) poco importa: è e resta assolutamente impressionante. 

La domanda vera, quella cui è urgente dare risposta logica è: e dopo aver fatto tutta sta fatica, l'Ammasso Casuale di Atomi (Dio, la Natura o la Fata Turchina, ognuno scelga per sé) non ha fornito una degna via di uscita all'altezza della situazione?