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Sunday, 19 July 2015

I BAMBINI RICORDANO LA NASCITA?

Il neonato è una persona

Google Image


Fino a qualche decennio fa, si credeva (o si fingeva di credere?) che i neonati non percepissero il dolore. In caso di necessità, li si operava quindi senza anestesia. Si ignoravano i loro pianti e le loro grida di dolore - che pure sono lo stimolo al mondo con la maggiore capacità di suscitare empatia - si procedeva a tagliarli e cucirli, e ci si sentiva pure dei benefattori per averlo fatto.

Oggi tutto questo ci sembra disumano. Eppure spesso (troppo spesso!) quando si parla di parto, all'esperienza del bambino viene data poca importanza. Che siano le cosiddette femministe che reclamano il loro diritto all'epidurale e al cesareo, o che siano le cosiddette hippy che perseguono un parto naturale a tutti i costi, il parto è visto da troppe donne come una sfida che riguarda soltanto loro stesse.

Ci sono tante teorie su se e come i bambini ricordino la loro nascita. Visto che per i primi due-tre anni di vita i bimbi non possono raccontarci con parole loro quello che sentono, ricordano e sperano, ci dobbiamo fidare delle loro espressioni e dei loro comportamenti. Ma i piccoli hanno molto meno controllo di noi anche su questi, quindi studiare sistematicamente l'ipotesi che i bambini ricordino la nascita diventa molto difficile. Bisogna basarsi su aneddoti, osservazioni, supposizioni. Ognuno può farsi la propria idea su queste teorie e, almeno per il momento, non c'è un modo esatto per esculdere con certezza né la loro veridicità né la loro fallacia. Quello che è certo è che, da adulti, non ci rimangono ricordi coscienti né del parto né dei primi tre anni di vita.

Però alcune cose le sappiamo. Sappiamo che il bambino, già in utero, è un piccolo essere umano, con la sua esperienza della vita e le sue memorie. Quindi come un essere umano va trattato.

Friday, 3 July 2015

INTERVISTA A FRANCESCA ALBERTI, PRESIDENTE DI INNECESAREO.

Riprendiamoci il parto! Anche l'allattamento sarà più facile. (Francesca Alberti)



dalla pagina facebook di Innecesareo


Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere e l'onore di intervistare la presidente di Innecesareo Onlus, prima associazione di volontariato in Italia ad occuparsi di prevenzione cesarei non necessari, promozione VBAC (parto vaginale dopo cesareo) e sostegno emotivo post cesareo o parto medicalizzato.

Francesca Alberti, consulente professionale in allattamento IBCLC, doula e sei volte mamma, non solo è una persona gentile, aperta e generosa, ma anche estremamente rigorosa e preparata. Abbiamo scelto cinque delle mille domande che avremmo voluto farle e riportiamo qui quello che Francesca ci ha raccontato in merito alla spinosa questione del parto cesareo in Italia.


1. Sei  la presidente di Innecesareo. Perché vi dedicate alla missione di ridurre il numero di cesarei?

Crediamo che il cesareo sia un intervento importante, un vero salva-vita per mamma e bambino quando davvero necessario, ma teniamo a ricordare che è anche un intervento di chirurgia addominale maggiore che non può e non deve diventare la normale modalità di nascita. Innecesareo ha profonda fiducia che le donne abbiano in sè tutte le competenze e la possibilità di avere un parto vaginale sano e che questo sia la norma biologica. In realtà sento che si è un po' capovolto tutto e personalmente credo che ci siano stati "rubati" parto e allattamento. Penso inoltre che sia importante che le donne ritornino ad essere consapevoli, informate correttamente, ma soprattutto “padrone” del proprio corpo e dell'intero evento nascita.

Wednesday, 13 May 2015

PARTO CESAREO. La storia di Flavia.



Flavia di Genitorialmente.com e i suoi gemelli.

Qualche tempo fa abbiamo parlato di parto cesareo e vi abbiamo anticipato che avremmo condiviso una storia vera, vissuta in prima persona. Flavia di Genitorialmente.com si è coraggiosamente fatta avanti. (Se volete raccontarci il vostro parto, contattateci anche voi!). Le abbiamo fatto qualche domanda e lei ci ha raccontato la sua storia, fra dolori e gioie, gratitudine e speranza.

Ci ha colpite in particolare come Flavia ci ricordi quanto valga condividere le nostre esperienze, soprattutto quelle più dure. "Fare rete", lo chiama lei. E ci piace.

Vi riportiamo qui l'intervista integrale. Buona lettura.

1. Perché hai scelto/dovuto fare un cesareo?

La gravidanza dei gemelli è stata molto complessa e, come mi avevano preannunciato i medici, verso la fine della 30-esima settimana si sono rotte le acque ed è stato obbligatorio intervenire con un cesareo.
In ogni caso, anche se fossimo andati più avanti con la gravidanza, uno dei gemelli era in posizione podalica, le mie speranze di un parto naturale erano, quindi, veramente minime.

Friday, 1 May 2015

6 BUONE RAGIONI PER PROGRAMMARE UN CESAREO

http://kcamfam.blogspot.co.uk

Dopo aver parlato del parto a domicilio passiamo all'altro estremo: il parto cesareo programmato (del parto cesareo d'emergenza parleremo in un post a sè). Anche se spesso questo tipo di parto viene associato alla freddezza della camera operatoria, l'esperienza del bambino e della mamma non deve necessariamente essere negativa. Il parto cesareo può essere un parto positivo, nel quale dolcezza e amore trovano il loro posto*. 

Nella nostra esperienza personale non abbiamo riscontrato nessun motivo valido per sottoporci a questo intervento (abbiamo avuto la fortuna di avere delle gravidanze senza complicazioni), ma abbiamo in programma due interviste a mamme con esperienza di parto cesareo: una che l'ha vissuto positivamente e una che l'ha vissuto negativamente. Non esitate a farvi avanti se volete dire la vostra

Per il momento, limitiamoci ai fatti e ai protocolli medici.