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Quando si parla di parto rispettato, de-medicalizzazione del parto o addirittura -sacrilegio!- parto in casa c'è un muro contro cui inesorabilmente andiamo tutte a sbattere. E' la voce sinceramente convinta, quando non risentita, con cui l'interlocutore ci ribatte: "Ma di parto si moriva!"
Di fronte all'apparente inconfutabilità di questa frase, il terrore che sempre nella nostra cultura subdolamente segue l'argomento "parto" guadagna terreno e si rimette al comando.
Di parto si moriva. E anche parecchio, è vero. Nell'800, per non sbagliare, alla donna in travaglio si dava l'estrema unzione!
E si moriva di influenza.
E di morbillo.
E anche di infezioni propagate da a un taglietto nel dito.
La brutta notizia è che lo scocciante fatto che tutti dobbiamo morire non l'abbiamo ancora risolto.
La buona notizia è che sperare di diventare nonne non è poi così assurdo.
Il punto è che noi ci siamo abituate a pensare al parto come un pericolo cui scampare. Sempre e comunque. Una prova sadica che la vita ci pone davanti e qualche professionista iperqualificato forse ci aiuterà a superare.
E questa mentalità è urgente, veramente urgente, prenderla a picconate.
Ci sono (almeno) 3 cose che è bene ricordare quando il nostro interlocutore -o la vocina saccente in fondo alla nostra testa- alza il ditino per dirci che "Di parto si moriva!"





