Friday, 8 May 2015

Contrazioni: tutto quello che devi veramente sapere (e nessuno ti dice)



Cosa si contrae?
L'utero. Che è un fascio di muscoli.
Quali altri muscoli del corpo fanno un male cane quando lavorano correttamente?
Nessuno.

Quindi perché le nostre contrazioni devono essere un calvario?
- Perché abbiamo un cervello complesso (su cui vi abbiamo già ammorbato qui e qui).
- Perché non ci prepariamo (e non ci preparano) adeguatamente.
- Perché ci complichiamo (e ci complicano) la vita.

E allora queste contrazioni, questi movimenti dell'utero, cerchiamo di conoscerli e capirli.
Che poi ci fanno meno paura. E anche meno male.

1) Le contrazioni non le subiamo, le facciamo noi.
Non sono botte in testa che un pazzo sadico ci somministra mentre abbiamo la testa in un sacco. Sono un movimento preciso che il nostro corpo sa fare. Se noi sappiamo cosa e come sta facendo e glielo lasciamo fare.

2) Le contrazioni sono un dolore pulito.
A differenza di tutti gli altri dolori che conosciamo, le contrazioni non lasciano traccia, strascichi, lividi. C'è una sensazione intensa e quando passa è passata. Ci avvisa quando sta arrivando e ci saluta quando se ne va. E' intensa, ma cortese. Come un'onda: inizia gradualmente, raggiunge un picco, e gradualmente svanisce. Del tutto.

3) Le contrazioni danno tregua.
Tra una contrazione e l'altra c'è una pausa completa. Totale.
La prima fase del travaglio, la più lunga, ha in media una contrazione di 30 secondi per 4 minuti di riposo. Su 60 minuti fanno meno di 10 minuti di contrazione.
Quando il travaglio si intensifica abbiamo una contrazione di un minuto per 3 minuti di pausa. Su 60 minuti fanno 15 di contrazione e 45 di riposo.
La fase finale, comunque più breve, ha un ritmo di contrazione/riposo un minuto ciascuno. Siamo comunque al 50%.
La pausa tra una contrazione e l'altra ha una funzione specifica: farci riposare. Se noi la passiamo ad agitarci, anticipare l'arrivo della prossima contrazione o (peggio!) interagire con il personale intorno a noi...la sprechiamo. La contrazione successiva ci coglierà di sorpresa e travolgerà. Sarà davvero dolorosa e anche poco efficace. Quelle successive saranno anche peggio. Come le onde, si caricano a vicenda. Se invece lasciamo intatta la nostra bolla del travaglio (e nostro marito e la nostra ostetrica sanno come evitare che altri la spezzino) ci addormentiamo e quando arriva l'altra la seguiamo e assecondiamo in uno stato di dormiveglia.
Non è un caso che molte donne che hanno avuto un parto dolce giurino di non aver sentito dolore. Non è una balla. Non lo hanno dimenticato. Semplicemente, lo hanno evitato.

4) Le contrazioni ci facilitano le prime ore col bambino.
Ogni singola contrazione è un passo che ci avvicina al nostro bambino.
Come per scalare una montagna ripida: ci vuole preparazione e una guida esperta. Ma quando arrivi in cima non c'è funivia che possa competere con la sensazione di aver conquistato la vetta. E gli ormoni lo sanno e fluiscono di conseguenza: la soddisfazione fisica di un parto dolce e naturale è, da un punto di vista strettamente chimico, il bagaglio migliore per bonding e allattamento.

5) La parola "contrazione" ci fotte già in partenza.
Solo a dirla, ci mettiamo in stato di totale tensione. Per la paura, e per la reazione fisica al senso della parola stessa. Solo a dirla facciamo l'esatto contrario di quello che il nostro corpo vuole che facciamo: ci mettiamo in tensione quando dovremmo solo lasciarci andare. Mettere la propria mente nella cornice rigida di un dolore atroce è il modo più sicuro per ottenerlo.
Se nessuno dicesse più "contrazione" ma "sensazione", ad esempio, o per chi non ha paura di essere hippy "onda dell'utero", inizieremmo già a impostare un approccio più incoraggiante.

Come per tutto il resto della maternità, e impareremo presto a capirlo col nostro bambino, combattere e opporsi serve a poco. Rende le cose più difficili. E fa più male.

Il nostro corpo può fare tutto.
E' la nostra mente che dobbiamo convincere.





6 comments:

  1. Ho scoperto da poco il vostro blog e sto leggendo tutti i post!
    Bellissimo, mi state infondendo grande tranquillità... grazie mille, continuo a seguirvi!

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    1. Ciao Luana, grazie mille del tuo commento così incoraggiante! Siamo felicissime che leggerci ti infonda tranquillità...è proprio quello che speriamo di fare!
      Non esitare a scriverci se hai domande o preoccupazioni o se vuoi suggerire un tema che ti interessa per un post. Siamo qui! Alla prossima.

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  2. e per chi le contrazioni le ha avute per tutta la gestazione? come lo spiega...

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  3. Cara Forza dell'Amore, grazie di essere passata di qui. E grazie anche di darci l'occasione di sottolineare che, quando non specifichiamo altrimenti, parliamo di gravidanze e parti fisiologici. Qui in particolare parliamo delle contrazioni normali del travaglio spontaneo e indisturbato. I casi che si discostano dalla norma vanno considerati individualmente, per esempio sarebbe necessario capire perché le contrazioni siano presenti durante tutta la gestazione. Non esitare a farci sapere se hai voglia di parlare più approfonditamente della cosa. Consulteremo chi di dovere se le nostre competenze non dovessero bastare. A presto speriamo.

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  4. Grazie per questo bell'articolo. Mi ha commossa! Ho partorito per la seconda volta 15 giorni fa e trovo tutto verissimo. Ero molto più preparata, stavolta. Forti dolori, ma nell'attesa tranquilla che le contrazioni arrivassero più intense per dare alla luce il mio bébé.

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  5. Bellissimo articolo, vi ritrovo i discorsi che ci fece l'ostetrica durante il corso per la preparazione al parto: il dolore è nostro "amico" perché ci fa capire a che punto del travaglio siamo e ci rende più consapevoli di ciò che stiamo per affrontare. Una tecnica che mi ha aiutato molto durante la prima fase del travaglio, ma che ho sperimentato anche in altre occasioni, permetteva di isolare il dolore dal resto del corpo, non so come spiegarlo ma arrivai al punto di immaginare il dolore al ventre come un qualcosa al di fuori di me, provai una sensazione di rilassamento totale tanto da dormire profondamente per circa due ore. Bisogna solo "ascoltare" il proprio corpo e la mente farà il resto

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