Wednesday, 15 April 2015

Erezione, sale parto e tigri dai denti a sciabola. E hanno anche senso tutti insieme.

Il parto è un processo involontario e non si può aiutare un processo involontario. 
L'obiettivo è non disturbarlo. 
(Michel Odent)


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No, non siamo impazzite e non siamo neanche di ritorno da un weekend ad Amsterdam: erezione, parto e tigri dai denti a sciabola sono tutti elementi di una stessa storia. Si tratta di successo e di fallimento, di pericolo e di riparo, di vita e di morte.
Immaginiamoci due scenari, uno maschile e uno femminile, e cerchiamo di capire.



STORIA NUMERO 1: UN UOMO.

Camera da letto.

La compagna dà segnali incoraggianti. Il sistema nervoso e quello circolatorio fanno il loro dovere e il sangue inizia a riempire i corpi cavernosi appropriati.

Al piano di sopra qualcuno apre la doccia. In un attimo, il rumore dell'acqua riporta il nostro eroe anni indietro, negli spogliatoi del campo sportivo, dove passava sistematicamente per lo zimbello della squadra.

La corteccia (la parte di cervello che, così grande e sviluppata, ce l'abbiamo solo noi) processa qualcosa che riconosce da un punto di vista logico piuttosto articolato e dice: "Dieci anni fa ti prendevano in giro perché che ce l'avevi piccolo. Per fortuna da allora hai cambiato giro! E poi in realtà almeno la metà di loro ce l'aveva più piccolo di te."

Il sistema limbico (quello che abbiamo in comune con tutti gli altri mammiferi e che, ci piaccia o non ci piaccia, comanda i nostri comportamenti involontari, inclusa l'erezione) nulla sa del bullismo e dell'ansia da prestazione e capisce soltanto: "Ah ah! Sfigato! Ce l'hai piccolo! Lei riderà di te! Pericolo!"

E in quattro e quattr'otto quello che era un totem glorioso si trasforma in una zucchina cotta al vapore.

Se un uomo è teso mentre si appresta ad occuparsi romanticamente della propria compagna il suo…ehm…"corpo" (diciamo pure una parte molto specifica del suo corpo) non lo segue. Il sistema limbico processa l'ansia da prestazione con lo stesso sistema con cui avrebbe processato la tigre dai denti a sciabola ai tempi in cui ci accoppiavamo nelle caverne: "Non è il momento di occuparti della tua compagna o tra poco non c'è più nessuna compagna e nemmeno tu starai troppo bene".

Anzichè l'ossitocina (l'ormone del relax e dell'amore) rilascia adrenalina (l'ormone delle emergenze e degli incidenti). Il sangue viene deviato e porta l'ossigeno là dove serve: alle estremità, per alzarsi e prepararsi a combattere o provare a scappare. Con buona pace dello slancio erettivo.

STORIA NUMERO DUE: UNA DONNA

Ospedale.

Contrazioni ravvicinate. La futura mamma, se è fortunata abbastanza e non la stanno martoriando di domande e indicazioni, inizia a entrare nella specie di trance che accompagna la fase espulsiva del parto.

Arriva il dottore con gli occhialini sul naso e la penna di marca nel taschino del camice. Le dice: "Vediamo un po' se ti sei dilatata abbastanza".

Il cervello reagisce. La corteccia (che ormai lo avete capito, è la parte di cervello razionale tipicamente umana) va nel panico: "Oddio! Ma chi è questo qui? Dov'è la mia dottoressa?? Aveva detto che sarebbe passata... E poi mi sarò dilatata abbastanza?? Passerò l'esame? Avrò fatto bene il mio lavoro? Comunque non importa. Adesso c'è qui lui, che è sicuramente molto competente: non mi devo preoccupare."

Il sistema limbico nulla sa né può capire di cosa sia un dottore, competente o incompetente. Lui capisce solo una cosa: "Uomo sconosciuto! Predatore! Misuriamo la dilatazione. Numeri! Stress! Esame! Pericolo!" E in un quattro e quattr'otto la trance iniziale si trasforma in lacerante agonia.

Anche in questo caso, il sistema limbico ha percepito un cambiamento, quindi un pericolo, e ha iniziato a mettere in circolo adrenalina (l'ormone dell'allerta) piuttosto che ossitocina (l'ormone dell'amore), e così utero e cervice sono stati bloccati nel loro slancio espulsivo. Le contrazioni sono diventate molto meno efficaci e molto più dolorose. La mamma, comprensibilmente, si è agitata. Il cuore del bambino ha seguito a ruota.
Cesareo di emergenza.

***

E noi rimaniamo qui a domandarci: "Ma perché questo sistema limbico si ostina a mettere i bastoni fra le ruote?"

Perché è un vecchio saggio brontolone. Il sistema limbico si è sviluppato in milioni di anni, nella stragrandissima maggioranza dei quali:

1) Anziché in comodi e caldi letti, gli atti erotici erano consumati fra i cespugli, e il pericolo più temuto non era certo legato alle dimensioni del totem/zucchina.

2) Anziché con professionisti benintenzionati su lenzuola bianche, le donne partorivano tra qualche pelle d'orso cercando di restarsene al riparo dalla tigre dai denti a sciabola.

Il nostro cervello sarà anche un po' come un computer, ma lui ad aggiornarsi, ci mette qualche millennio. Tutto quello che il sistema limbico ancora oggi sa è:

1) Se l'uomo è in tensione, potrebbe esserci qualche predatore nelle vicinanze. Se l'uomo è in tensione, il suo totem/zucchina sta meglio fuori che dentro una donna. Meglio aspettare un momento più propizio. Meglio evitare la penetrazione.

2) Se la mamma è in tensione, potrebbe esserci qualche predatore nelle vicinanze. Se la mamma è in tensione, questo piccolo sta meglio nella pancia che fuori. Meglio aspettare un momento più propizio. Meglio ritardare l'espulsione.

In entrambi i casi siamo in situazione di potenziale ostilità e il sistema limbico svolge il suo prezioso lavoro (quello che ci ha fatto sopravvivere e prosperare come specie attraverso i millenni): rallenta i processi involontari che rendono l'organismo vulnerabile (mentre hai un orgasmo o partorisci non è che ti puoi difendere più di tanto) e aziona quelli di difesa: preparati ad alzarti e combattere. O se non altro a darti alla fuga.

Gli uomini sono un po' più fortunati: la prossima volta andrà meglio.
Per partorire non puoi tornare e riprovare il giorno dopo.

Il corpo non obbedisce alla ragione: almeno non quelle parti del corpo che non possiamo controllare.
Le nostre tensioni, le nostre paure, le preoccupazioni piccole (come anche solo un'ostetrica antipatica, troppa luce negli occhi, il rumore di qualcuno che scrive al computer) sono messaggi chimici al nostro utero, alla nostra cervice e al nostro bambino: sono le nostre tigri dai denti a sciabola.
La brutta notizia è che mordono tanto quanto quelle preistoriche.
La buona notizia è che non ci servono lance affilatissime per tenerle lontane.
Basta prepararsi al parto. Prepararsi per davvero.


4 comments:

  1. Mi ha entusiasmato quello che avete scritto....mi ci ritrovo!

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  2. Grazie Rosanna. Fa piacere sapere che non siamo sole nella lotta contro le tigri dai denti a sciabola ;-)

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  3. Bell'articolo, brave! Troppe donne (e uomini) ignorano il meccanismo di rilascio dell'ossitocina e dell'antagonista adrenalina durante il travaglio e il parto. E poi si ritrovano (anzi ci ritroviamo) a chiederci perché sia arrivato un tc inatteso.
    Più consapevolezza, più rispetto e meno medicalizzazione del parto a tutte!

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    1. Grazie Cristina :-) Proprio così: è necessario SAPERE per poter fare le scelte giuste per il proprio bambino, per la mamma e per tutta la famiglia.

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